venerdì 25 maggio 2012

E l'Allodola disse al Gufo: "Io sono sveglia e tu?"


è uscito: "E l'Allodola disse al Gufo".
Che è? L'ultimo libro scritto da Andrea G. Pinketts, con cui ho avuto il piacere di lavorare realizzando la copertina e delle illustrazioni all'interno del libro.
è un libro scritto a quattro mani, in cui Andrea e Laura Avalle (sua storica ex fidanzata), raccolgono lettere che si scambiavano anni fa, quando stavano insieme, rendendo pubblici "sprazzi e spritz di una storia d'amore".

Lavorare con Andrea è stato veramente figo.
Lui ha delle idee. Sempre. E chiare.
Che sembra anche un pensiero banale, ma non lo è poi così tanto trovarsi a lavorare con qualcuno che sa esattamente cosa vuole e come lo vuole, senza lasciarti in balia dei gusti personali di ognuno dei partecipanti al progetto.
Le sue idee non sono comunque scritte su pietra, ma anzi, ci si è trovati più volte a discutere e valutare cosa fosse meglio o peggio e non solo unicamente riguardo al mio intervento.
Ad Andrea è rimasta quella sorta di umiltà mista a curiosità che non lo fa stare mai su uno scalino più alto a "dirigere i lavori".
Non gira attorno alle cose e non le osserva da lontano dando indicazioni o dirigendo, gli piace stare in mezzo, attraversare, passarci in mezzo e discutere, riscrivere, farsi condizionare da chi ha di fianco mentre lavora, proponendo un'idea restando disponibilissimo a buttarla nel cesso se ne dovesse saltare fuori una migliore.
Andrea è flessibile.
Chiama a ore strane per sapere se è meglio una parola piuttosto che un'altra, se il concetto che vuole esprimere sia chiaro da una frase, e si mette in discussione senza paura di farlo.
Andrea chiede consigli.
Anche a una che non fa la scrittrice e avrà letto un decimo dei libri masticati da lui nella vita.
Una rarità, in questo mondo di superstar.

domenica 15 aprile 2012

venerdì 23 marzo 2012

Una canzone per Bobby Long (se non lo hai mai visto, rimedia!)




Certe persone arrivano a un punto oltre il quale non possono andare.
Un punto in cui le mogli e il lavoro si scontrano col desiderio, che è inconoscibile, ma che conosce ciò che non si vede.
"Guarda l'invisibile e vedrai cosa scrivere." Bobby diceva sempre così.
Era con la gente invisibile che lui voleva vivere, quelli a cui passiamo davanti ogni giorno, quelli che a volte diventiamo.
Quelli dei libri, che vivono solo nell'occhio della mente di qualcuno.
Era un uomo destinato ad attraversare la vita, non a girarci intorno.
Un uomo sicuro che la via più breve per il paradiso, passasse attraverso l'inferno.
Ma la sua vera disgrazia, era una mente troppo esaltata e al tempo stesso mutilata da troppe storie, e dall'aver scelto di diventare una di esse.
La tragica debolezza di Bobby Long, fu il suo amore per tutto ciò che vide.
E immagino che se la gente crede in qualche forma di giustizia, Bobby l'abbia avuta grazie a una canzone.

"Se un epitaffio dovesse raccontare la mia storia, ne avrei una breve già pronta sulla mia lapide: ho avuto una lite d'amore con il mondo."